di Ian Della Casa
I Problems With My Mind sono due cuginetti un
po' spostati di Cotignola, provincia di Ravenna. Al secolo rispondono
ai nomi di Tabanelli Francesco e Terenzio e stanno diventando
forse grazie alla complicità del fatto che vivono
in culo ai lupi come me - i miei personalissimi eroi. Terry
canta mentre Francesco suona il basso e si occupa delle programmazioni
al laptop. Il loro sound oscilla fra l'elettronica minimalista
che a volte sfiora i lidi di un' EBM altrettanto scarna e altre
invece assume toni molto più rumorosi. Il tutto viene
poi coadiuvato da atmosfere dark-wave e da un'attitudine vicina
alla No-wave newyorchese di fine settanta. E direi che è
nell'approccio creativo di band come Suicide e Mars che si possono
riscontrare i segni premonitori dello stile dei PWWM. Davvero
una prova interessante giuntaci purtroppo con notevole ritardo.
Rimaniamo quindi in fervente attesa del loro prossimo lavoro
e speriamo che possa confermare le nostre aspettative.
(Gennaio 2007)
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di Mattia Bergamini
Ecco uno di quegli incontri che nonostante le
controverse opinioni circa la manifestazione è ancora
possibile fare al MEI di Faenza. Questi ragazzi, invece di fare
il giro dei padiglioni con la loro sacca di demo tra etichette
discografiche riviste e webzine, hanno avuto la bella idea dallestire
uno scarno banchetto - davvero indipendente! - e vendere la
loro opera alla cifra di 50 centesimi la copia. Un cartello
scritto alla meno peggio recita Suicide, Jesus And Mary
Chain, Liars e Terry accoglie i curiosi con la sua verve
bislacca e irrefrenabile a metà via tra lInghilterra
di Jerzy Skolimowski e la provincia romagnola. Le musiche più
interessanti spesso vengono dalle periferie, e i PWMM ne sono
una bella conferma. Tastiere auto-costruite e sonorità
che paiono echi da una Madchester in decadenza, tanto che aggiungerei
sul loro cartello Inspiral Carpets e 808 State scritto a biro
tutto storto, insieme allepopea paranoide degli ultimi
trentanni dai Throbbing Gristle ad Aphex Twin passando
con un balzo oltreoceano attraverso i Nirvana. Terry veste i
panni dun Cobain distorto e delirante che sbatte la testa
contro le pareti imbottite dun manicomio, Checco - il
deus ex machina del duo tesse suoni acidi e ottusi sorretti
da potenti basslines. In questurlo reiterato allinfinito
come una fobia cospiratoria o il gesto duno schizofrenico
troviamo una vena inesauribile dinfluenze e richiami,
il ritorno dun fantasma dal quale credevamo desserci
liberati ma che invece torna a tormentarci, anche nel bucolico
paesaggio della provincia romagnola.
Oh John Peel, ovunque tu sia, rimani in ascolto.
(28-12-2006)
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di Andrea La Placa
Piacevolemnte stupefatto. Una sorpresa inaspettata che scansa
pile di rock stantio e poco ispirato. Di primo acchito sembra
d'essersi affidati ad uno Slogun molto più domo e raffinato
del solito che si è dato improvvisamente alla techno
filtrando un pizzico di harsh EBM attraverso una serie di suggestioni
minimali. A seguire stati d'ansia e rilassate tensioni inconsce
in un fluire scarno, torbido ed industrial, roba anni '80 nutrita
a Coil.
Bagaglio di componenti chimiche per fabbricare veleni. Torpore
dolorante. Un catalogo di colonne sonore per esecuzioni private.
Pensieri di intellettuali dissidenti in una qualche despotica
potenza industriale nordica allo sfascio. Il Texhnolyze più
allucinatamente straniato, sporco, cyber-punk ed isolazionista.
Cold meat industry. Tutte possibilità.
Quel che è certo è che questo demo dei Problems
With My Mind è suggestivo e ricco di potenziale, la prima
stesura di un piano puntuale per la pazzia. Classe, capacità
e duttilità stilistica si intravedono in ogni pezzo,
e quello che manca è una mano che raccolga e compendi
il tutto per darne un'efficace sintesi.
"Incanto", "Crazy", livello notevole. Dare
focus, stringare, portare a compimento le promesse di quest'epifania
è un dovere. Nel frattempo, per gli altri, la possibiltà
di scaricare questi appunti sonori dal sito della band. Sperando
che si concretizzino in qualcosa di cui andare pienamente fieri.
Già oggi un buon ascolto.
(21-06-2006)
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di Stefano Solventi
Ci tocca fare un bel salto mortale triplo fino
a Ravenna (per la precisione Cotignola, in provincia di), per
parlare di Problems with my mind, progetto electro per i due
cugini Terenzio (voce) e Francesco (elettroniche) Tabanelli.
Ci propongono in questo Album levoluzione del loro percorso
espressivo, dai Suicide martoriati punk e intorbidati Depeche
Mode riscontrabili nelle prime dieci tracce (in virtù
del basso elettrico che ancora utilizzavano) fino alle visioni
più minime e vagamente claustrofobiche in stile Warp
del materiale più nuovo. Ferma restando lasprezza
truce, linvettiva nevrastenica dei tetri vocalizzi, lascendenza
wave evidente nellallarme e nei barbagli sepolcrali che
continuano a pervaderne la calligrafia. Ancora una volta, difficile
percepire elementi di novità, sintesi soniche inedite
eccetera. E una fiera del già udito, ma ne parliamo
comunque e volentieri perché è ben chiara la capacità
di manipolare la materia, con una padronanza che consente di
modulare le influenze per farne puro strumento estetico: ad
esempio quando in I Wanna Be Adored declinano deliri Can e post-apocalisse
Brian Eno in un eterno presente sintetico, o quando imbalsamano
i Visage in un bozzolo horror movie nella febbrile Paradise,
o quando posterizzano certe microcalligrafie Autechre nelle
ultime composizioni (di cui ignoriamo il titolo, ma fa nulla).
Parossistici e impetuosi, adorabilmente teatrali e sotto sotto
autoironici, questi due pazzi non ce la faranno mai. Ma se ce
la faranno, cè da aspettarsi un bel botto. (7.0/10)
(gennaio 2006)
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